Il patrimonio umano diventa patrimonio di comunità
I Volti di una Comunità
Gli obiettivi del progetto
Identità
Esiste grazie ai suoi abitanti
Valorizzare l'identità del quartiere attraverso i volti e le storie dei suoi abitanti.
I Volti di una Comunità è un progetto artistico e partecipativo nato nel Rione Sanità per trasformare l'arte in strumento di rigenerazione culturale e riconoscimento collettivo.
Ideato dalle cooperative La Paranza e La Sorte e curato dall'artista Giuliana Conte, il progetto è stato promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell'ambito dell'Avviso pubblico per la realizzazione di progetti espositivi di arte contemporanea 2024. Al centro c'è la comunità del quartiere: i suoi volti, le sue storie e il suo ruolo attivo nei processi di cambiamento già in corso.
Il quadro generale
Nel Rione Sanità la rigenerazione urbana non riguarda solo i luoghi, ma anche il modo in cui una comunità si rappresenta e si riconosce. I Volti di una Comunità si inserisce in questo percorso mettendo al centro il patrimonio umano del quartiere e leggendo la comunità stessa come una comunità di patrimonio, nel senso indicato dalla Convenzione di Faro.
Il progetto si è sviluppato tra la Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini e gli spazi pubblici del Borgo dei Vergini, con l'obiettivo di rendere visibile il legame tra arte contemporanea, partecipazione e identità locale.
Il progetto e le attività
I Volti di una Comunità ha unito confronto artistico, laboratori e installazione urbana. Il progetto non si è limitato a produrre opere, ma ha costruito un processo in cui l'arte è diventata occasione di ascolto, partecipazione e presenza pubblica.
Aree di intervento
- Incontri con artisti internazionali sul tema della partecipazione delle comunità locali nei processi di rigenerazione.
- Laboratori Luoghi, Arte e Comunita rivolti ai giovani e curati dalla Cooperativa La Sorte.
- Installazione fotografica pubblica nel Borgo dei Vergini.
Le azioni previste
- Organizzare tre seminari pubblici con artisti internazionali.
- Attivare sei incontri laboratoriali dedicati a giovani partecipanti.
- Coinvolgere la comunità in un percorso di riflessione sul valore dell'arte partecipata.
- Realizzare un'installazione fotografica diffusa negli spazi del quartiere e nei beni comuni rigenerati.
Le azioni completate
- Svolgimento di tre incontri pubblici nella Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini con Giuliana Conte, Javier Ornelas Huerta, Elia Verona, Linh Trinh e Salvatore Criscitiello.
- Realizzazione di sei laboratori sul tema Luoghi, Arte e Comunità, aperti ai giovani della città.
- Produzione di interviste e attività di scrittura con gli abitanti del territorio.
- Creazione di 23 ritratti fotografici in cianotipia stampati su chiffon e realizzati da Giuliana Conte.
- Installazione pubblica delle opere in Piazzetta Crociferi, all'ingresso del Borgo dei Vergini.
- Ingresso dei ritratti nella Chiesa Blu dei Cristallini come elemento fondante dell'estetica e del significato del luogo.
Le ricadute sul territorio
La forza del progetto sta nell'aver trasformato l'arte in una pratica di riconoscimento reciproco. I volti esposti nello spazio pubblico non rappresentano semplicemente individui, ma rendono visibile una comunità che partecipa alla costruzione del proprio racconto.
Sociale
Il progetto rafforza il senso di appartenenza e restituisce centralità ai residenti, in particolare alle donne e alle realtà sociali già attive nel quartiere, come le Forti Guerriere.
Culturale
L'arte contemporanea diventa uno strumento per leggere il territorio, attivare confronto e dare continuità ai processi di valorizzazione già avviati nei luoghi rigenerati del Rione Sanita.
Formativa
Seminari e laboratori hanno coinvolto giovani e cittadini in un percorso concreto di osservazione, ascolto e produzione culturale, rendendoli piu consapevoli del proprio ruolo nei processi di cambiamento del quartiere.
Un progetto che lascia traccia
I Volti di una Comunità lascia una traccia visibile e simbolica: trasforma uno spazio prima urbano e poi sacro in una galleria a cielo aperto e consolida un metodo di lavoro fondato su partecipazione, ascolto e collaborazione tra artisti e comunità.
Più che un intervento espositivo isolato, il progetto conferma che la rigenerazione culturale può diventare un processo collettivo, in cui le persone non sono semplici spettatrici, ma protagoniste.
Promotori e sostenitori
Una rete di soggetti locali ha reso possibile l'avvio del progetto e la sua trasformazione in un processo duraturo.